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Il castello di Borzano

e la grotta della Mussina

15 MARZO 2026

C’è qualcosa di appagante nel salire sulle colline partendo dalla pianura. Esse non risultano irraggiungibili, come le cime delle montagne ancora innevate. Le colline si lasciano esplorare facilmente, ci permettono di guardare le cose da una prospettiva diversa. Strade sterrate belle larghe e ben conservate, panorami a 360° verso le pianure con le loro città e verso le vette più alte.

C’è un luogo nelle prime colline reggiane davvero misterioso, intriso di natura, storia e geologia. È l’anello di Cà del Vento. Questo percorso circolare di circa 12/13 km. si snoda attorno ai Gessi Messiniani Reggiani, una tipologia di roccia che grazie alle sue caratteristiche crea un paesaggio fatto di grotte, doline e inghiottitoi. L’area attraversata dal sentiero vanta la presenza di habitat particolari tanto da valere il riconoscimento di Sito di Importanza Comunitaria da parte della Comunità Europea.

Si parte da Borzano dal piazzale L. Ariosto e si segue via Franchetti. Una tabella indica la direzione per l’anello di Cà del Vento che percorreremo in senso antiorario con segnavia 614. Si procede in leggera salita, si supera la bella cascina restaurata di Casa Luisa e poi l’edificio della Bicocca, della Comunità sacerdotale Familiaris Consortio e del circolo ANSPI “Il Monte”. Poco dopo il segnavia 614A in ripida discesa permette di raggiungere “la Tana della Mussina”, importante sito archeologico, grazie al rinvenimento di interessanti reperti ma anche luogo magico, pervaso dall’atmosfera tipica delle leggende, fatte un po’ di fantasia che vogliono la tana abitata dalla Mussina personaggio storico a metà fra la maga e la strega.

                Da qui si continua per il castello di Borzano, di origini medievali la cui storia è strettamente collegata alla famiglia dei Manfredi, nobili di stirpe longobarda che hanno avuto un importante ruolo nella storia reggiana. La zona del Castello è tutt’oggi interessata da scavi geologici, compiuti per mano del Gruppo Archeologico Albinetano con la supervisione della Sovraintendenza per i Beni Archeologici della Regione Emilia-Romagna, che hanno portato alla luce interessanti resti di una necropoli risalenti al VII secolo d.C.

 

                Il castello è di proprietà privata e visibile solo dall’esterno. Da qui si ritorna su via Franchetti e giunti in località Giareto la si lascia per continuare sul 614 che evita Cà del Vento, anch’essa di proprietà privata e quindi non visitabile. Il percorso continua in ambiente boscoso e prativo fino a raggiungere una dorsale particolarmente panoramica. Si aggira Cà Venezia e si prosegue fino a Cà Margherita. Dopo aver costeggiato un vigneto il sentiero si dirige verso nord continuando ad attraversare boschetti e prati. In località Bellavista sulla destra si trova un cerro secolare. Siamo ormai alla fine dell’escursione ed in breve si ritorna al punto di partenza dove ci aspetta il bus per il rientro.

 

 

 

SCHEDA TECNICA

Partenza da v.le Villetta: ore 7,30                             Grado di difficoltà: E

Lunghezza: 12/13 km.                                               Quote: min. 150 m. -max. 480 m.

Tempo di percorrenza: 5 ore più le soste                 Dislivello: 420 m.  in salita e discesa

Abbigliamento: adatto alla stagione                         Scarponi: alti e suola Vibram

Pranzo: al sacco (né acqua né cibo lungo il percorso)

Quota di partecipazione: € 35,00

La partecipazione all’escursione richiede ai soci di essere dotati di equipaggiamento idoneo, di saper valutare le proprie capacità fisico-tecniche in relazione al percorso e di attenersi alle disposizioni del capogita che sovraintende solo agli aspetti pratico/organizzativi dell’iniziativa.

Per informazioni: Roberto e Valeria

 

 

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