CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Parma

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Polisportiva Bore

La parola al Presidente, Francesco Conti

Come state vivendo questo momento di inattività?
Tenendo presente le problematiche più gravi legate alla pandemia (salute, lavoro, etc..), questo periodo di inattività si sta dimostrando estenuante sia per quanto concerne il lato sportivo sia mentale. In questi anni, infatti, le abitudini hanno dettato anche i nostri ritmi di vita ed ora si fatica a ritrovare il bandolo della matassa. Il non poter più praticare attività sportiva (se non a livello individuale) è uno dei lati che più crea disagio. Molti dei ragazzi della Polisportiva Bore non risiedono in paese durante la settimana, ma vivono sparsi nelle province di Parma, Piacenza e Milano. Il campionato amatoriale CSI era per noi la scusa per ritrovarci e divertirci allontanando le problematiche quotidiane e portando (nelle partite casalinghe) un po’ di vitalità in tutto il paese. La gara del sabato aveva per noi (e penso per tante altre società di provincia) un aspetto di sacralità che esulava dal mero aspetto agonistico o sportivo, anche perché viste le difficoltà di fare allenamenti infrasettimanali a causa delle distanze, era uno dei pochi momenti in cui si poteva praticare sport insieme. Inoltre, il sapere che nonostante tutti i problemi, al sabato ci saremmo rivisti, dava un senso di sicurezza, mentre ora non sappiamo mai quando questo sarà possibile. Altro tasto dolente è stato che con la sospensione dei campionati anche in paese si sono visti molti meno giovani e questo ha colpito tutti portando un grigio torpore che ormai si trascina da un anno.


In che modo siete rimasti in contatto con i vostri atleti?
La nostra è una squadra principalmente di amici e quindi a spadroneggiare sono i gruppi WhatApp e altri canali social. Questo ha fatto sì che nessuno di noi si sia isolato, neppure durante il lock-down.


Avete organizzato allenamenti o incontri online? Se sì come sono o stanno andando?
Abitando distanti siamo stati continuamente soggetti al variare delle restrizioni sugli spostamenti territoriali che ci hanno impedito di approntare qualsiasi tipo di allenamento di gruppo. Ci siamo limitati ad allenamenti individuali per tenerci in forma, confrontandoci poi in modalità “virtuale” sui progressi.


Quali sono le vostre preoccupazioni attuali e per il futuro? 
La preoccupazione principale è legata a quando si potrà ripartire. Ormai abbiamo ampiamente accettato la necessità di evitare contatti per ridurre le possibilità di contagio ma l’incertezza sul quando si potrà riprendere a fare sport normalmente è logorante. Inoltre, ci chiediamo come sarà la ripartenza e in che condizioni ci arriveremo. Quali saranno i protocolli da attuare? Sarà possibile metterli in pratica? Saremo aiutati?


E le speranze?
La speranza è sempre quella di tornare a fare sport in ogni sua forma in completa libertà: lo sport è la più alta espressione di come un individuo possa interagire con gli altri e con l’ambiente circostante dando vita ad una serie di interazioni insostituibili. Il pensiero di poter tornare a giocare a calcio nel nostro campo comunale di Bore tra i boschi di castagne non ci abbandona mai e non vediamo l’ora che questo desiderio si materializzi. Non importa se ci sarà da aspettare, faremo di tutto per essere pronti.


Come vi immaginate la ripartenza?
Sicuramente sarà una ripartenza con “il freno a mano tirato”: inizialmente non crediamo si tornerà esattamente a far sport come quando abbiamo interrotto. Finché la situazione non sarà tornata completamente nella normalità, vi saranno vincoli o paletti che renderanno tutto molto macchinoso, certe vecchie abitudini andranno accantonate e altre ne prenderanno il posto. Alla fine però tutto ciò che ancora adesso ci sembra strano inizierà ad esserci famigliare e allora torneremo a riappropriarci di quella spensieratezza che ora sentiamo perduta.


Avete suggerimenti da darci?
Al CSI chiediamo di sostenerci in tutte le modalità di cui ne sarà capace. Lo sport dilettantistico e ancor di più quello amatoriale uscirà con numerose ferite da questa situazione. A livello economico e umano molte associazioni si troveranno di fronte a montagne insormontabili e se si vorrà una vera ripartenza allora servirà l’aiuto di tutti.  


 

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